SISTEMA INFORMATIVO TERRITORIALE CARTA DEL RISCHIO DELLA REGIONE SICILIANA

Dal concetto di “restauro preventivo” elaborato da Cesare Brandi, venne sviluppato negli anni ’90 il progetto Carta del Rischio del Patrimonio Culturale dall’allora Istituto Centrale per il Restauro di Roma (ora Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro -IsCR), quale strumento per la manutenzione programmata dei beni culturali attraverso l’intervento di conservazione preventiva. La Carta del Rischio è un insieme di informazioni tematiche tra le quali viene stabilito un sistema di correlazioni atte ad individuare precisi rapporti causali e probabilistici tra il patrimonio culturale, il suo stato di conservazione ed i fattori di pericolosità che ne provocano il deperimento. Le informazioni sono raccolte, elaborate e gestite in un esteso sistema di banche dati alfanumeriche e cartografiche.

Pur condividendo una parte di dati e funzioni con il SIT nazionale, quello Siciliano si caratterizza per:

  • maggiore grado di approfondimento delle componenti del rischio pericolosità, vulnerabilità che, dalla scala territoriale –limiti amministrativi comunali- viene ora definito anche a quella locale – ad esempio su waterfront, assi monumentali, centri storici, aree/parchi archeologici, ecc.-;
  • maggiore attenzione al contesto ambientale, urbano o paesaggistico su cui insiste il patrimonio culturale regionale;
  • adattabilità a rispondere ad esigenze plurime –tutela, salvaguardia, conservazione, valorizzazione del patrimonio-, ponendosi quindi quale strumento di supporto anche per le attività correnti di Istituti ed Enti diversi, quali ad esempio le Soprintendenze e la Conferenza Episcopale Siciliana (CESi) -per le dichiarazioni di interesse dei beni non vincolati ex ope legis-, nonché per il Dipartimento Regionale di Protezione Civile -per la salvaguardia beni culturali in emergenza- ecc.

Oltre ad utilizzare i tracciati schedografici ed i modelli di calcolo della pericolosità, vulnerabilità e rischio elaborati dall’ISCR (http://www.cartadelrischio.it), il CRPR, per assicurare al SIT un carattere fortemente operativo, ha sviluppato schede e modelli di calcolo originali, realizzando così uno strumento dinamico in grado anche di formulare scenari di rischio/calamità per affrontare le emergenze in maniera più efficace ed efficiente.

All’avvio dei lavori per la realizzazione del SIT, il numero complessivo di beni per il territorio della Regione Siciliana –architettonici, archeologici e musei moderni-, inseriti nel data base CRPR e nel Sistema Nazionale Carta del Rischio era 4.100 circa. A seguito dell’attività di rilevamento su campo condotta tra il 2007 e 2008 che ha interessato complessivamente 3.279 beni, di cui 632 archeologici e 2.638 architettonici, nonché grazie alle informazioni acquisite presso il CRICD, la CESi, le Prefetture ed i Comuni che hanno risposto alle richieste inoltrate, il popolamento del SIT supera le 10.100 unità. Di queste, 2.512 beni (562 archeologici e 1950 architettonici), sono stati oggetto della campagna di schedatura conservativa effettuata sempre nel 2007/2008. Il sistema regionale è stato inoltre arricchito di informazioni, con il caricamento di 1.339 schede di catalogo ICCD realizzate dalle Soprintendenze Siciliane e di 2.748 decreti di vincolo relativi a beni architettonici ed archeologici.